Ad agosto mi sono sottoposta a un intervento di sleeve gastrectomy. Non mi trovavo più bene nella mia pelle e ho deciso di fare qualcosa per cambiare. Non parlerò qui del percorso psicologico o di cosa significhi vedersi diverse: non è questo lo spazio che ritengo più adatto per affrontare questi argomenti. Voglio parlarvi, invece, di una conseguenza molto più pratica, almeno in apparenza: il cambio dell’armadio.
Prima dell’intervento ho letto centinaia di post su come affrontare il dimagrimento dal punto di vista dell’abbigliamento. E, onestamente, ho trovato una marea di baggianate.
L’idea di affrontare il cambiamento semplicemente indossando capi morbidi, pantaloni con l’elastico o maglie abbondanti può funzionare, certo. Ma soprattutto se si è abituate a vestire così. Io, personalmente, non ho mai amato quei capi che mi fanno sentire — parlo per me — come un tendone o completamente infagottata. Ho sempre preferito pantaloni e maglie più aderenti, lasciando le morbidezze soprattutto agli abiti estivi.
E adesso arriva il bello.
Andando incontro all’inverno, mi sto rendendo conto che, settimana dopo settimana, quei capi che erano nel mio armadio da anni iniziano a non starmi più bene. Ho già eliminato decine di jeans e anche il numero delle mie adorate giacche comincia a ridursi. Il prossimo passo? Toccherà mettere alla prova i miei cavalli di battaglia: pantaloncini e gonne.
È proprio questo che mi destabilizza: non poter più aprire l’armadio, guardare i vestiti e dire semplicemente «mi metto questo». Perché quel questo, che fino a poco tempo fa era una certezza, adesso mi sta largo.
Che fare, quindi? Comprare vestiti nuovi, sapendo che magari tra un mese potrei ritrovarmi punto e a capo?
La mia risposta è sì. O quasi.
Non ho intenzione di rifare il guardaroba ogni mese, ma sto scegliendo di sostituire gradualmente i capi di base con altri di una taglia inferiore, sapendo che anche questi, prima o poi, potrebbero non andarmi più bene. Andrò avanti così, senza fare acquisti esagerati, finché il mio corpo continuerà a cambiare.
Perché una cosa è certa: mi rifiuto di andare in giro con vestiti nei quali non mi sento a mio agio, solo perché so che tra qualche settimana potrebbero starmi larghi anche quelli nuovi.
Quando il peso si sarà stabilizzato, arriverà il momento di ricominciare a costruire davvero il mio guardaroba, scegliendo nuovi pezzi su cui puntare e investendo in capi che possano accompagnarmi più a lungo.
Per ora, invece, sono in questa fase un po’ scomoda, fatta di prove, rinunce e qualche acquisto ragionato. Non è esattamente la parte più divertente del cambiamento, ma è quella che sto vivendo.
E voi? Vi è mai capitato di attraversare una fase in cui il vostro armadio sembrava improvvisamente non appartenervi più? Come avete affrontato il problema?
